La Fondatrice

Storia di Clara Florimo

“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo.

Ha il potere di unire le persone.

Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono”

Nelson Mandela

Sono nata il 21 Gennaio 1963 a Catanzaro, nella quale rimango fino all’età di 16 anni, passando un’infanzia e adolescenza difficoltosa nei quartieri popolari.

Mio padre Luigi crebbe in orfanotrofio, sua mamma minorenne fu sedotta, incinta e abbandonata da tutti. Venne quindi adottato da una famiglia numerosissima, che lo obbligava a lavorare nei campi con la violenza, esigendo obbedienza assoluta. Ha sempre sofferto, oltre all’abbandono anche il rifiuto dalla vera famiglia, i “Morello di Nicastro”, famiglia benestante di imprenditori nel campo dell’abbigliamento, lasciandolo in una povertà assoluta in tutti i sensi.

Nella nostra famiglia lui riversa in noi il suo dolore, la sua rabbia con violenza, identificandosi nella figura del “padre padrone”, creando in noi delle difficoltà di crescita, d’infanzia. Nel suo piccolo mia madre cercava di compensare con quello che le si permetteva di fare, sicuramente con umiltà sofferenza e amore.

Mi sono poi trasferita a Reggio Emilia, dove sono riuscita a diventare una donna di carriera e a sistemare la mia vita, grazie ad una forte fede e un cammino spirituale.

L’esperienza calcistica

Inizio a giocare nel quartiere seguendo mio fratello e a 10 anni ho avuto la prima esperienza con una squadra di calcio femminile di Reggio Calabria.

Approdo poi a Catanzaro con una squadra della mia annata, fino ai 12 anni, quando vengo convocata in rappresentativa regionale come primo portiere.

A 17 anni, per motivi famigliari, mi trasferisco in Toscana e faccio un anno sabbatico; a 19, invece, vado ad abitare a Reggio Emilia, ricominciando a giocare nella Reggiana in serie B.

A 20 anni approdo a Verona in serie A, nell’anno in cui si militava per lo Scudetto; inizia così la mia carriera calcistica che durerà 15 anni, giocando sempre nella massima serie e in nazionale.

Dopo l’esperienza come giocatrice rimango nell’ambito calcistico come arbitro FIGC calcio maschile e come allenatore FIGC calcio maschile, femminile e settore giovanile. Dopo varie esperienze in società sportive è sorta l’esigenza di fondare una nuova società, che comprendesse tutti gli aspetti sportivi e personali assenti nello sport dilettantistico, aderendo quindi alle indicazioni del CONI  e ispirandosi al Libro Bianco UE nel promuovere e sostenere nella vita quotidiana i valori educativi e formativi del calcio; nasce da ciò il progetto Vita & Sport.

intanto ho conseguito master in pedagogia sportiva e scienze dell’educazione.(FARE)

L’esperienza spirituale

Durante la mia vita sono stata influenzata da tre eventi in particolare, che hanno determinato tutte le scelte che ho fatto in seguito.

Il primo riguarda mia madre. Quando è rimasta incinta era gravemente ammalata. Tutti i dottori insistevano affinché abortisse, sia per lei stessa che per me, eravamo entrambe in pericolo di vita: lei rischiava di non farcela e io, nel caso in cui fossi sopravvissuta, avrei rischiato di nascere con varie malformazioni. Mia madre, credente, si è affidata a Dio andando contro tutto e tutti, famigliari, parenti, amici, medici e ha portato avanti la gravidanza. Nonostante tutto, nacqui sana e vegeta.

Il secondo è stato un sogno su mamma Natuzza, nel periodo nel quale ero gravemente malata. Nel sogno accompagnavo mamma Natuzza sull’altare, quando lei mi strinse al punto da soffocarmi per poi lasciarmi, dicendomi che tanto facevo parte di loro. Da quel sogno ho potuto constatare che è stato bloccato un processo che avrebbe potuto essere di grande pericolo.

Il terzo riguarda un viaggio spirituale che ho fatto; prima un tunnel lunghissimo di mille colori poi una luce immensa , pace, felicità, si sciava sulle nuvole, si sentivano le voci proveniente dal basso e man mano si avvicinava una entità che ho identificato come Gesù. Non si poteva identificarne il sesso, man mano che si avvicinava sentivo la felicità della sua presenza e meno rumori terrestri, mi comunicava che aveva bisogno di me sulla terra, torno attraverso questo tunnel, stavolta non colorato e mi sembra siano trascorsi anni.

Nel percorso della mia vita ero già credente, ma dopo ciò ho avuto una conversione definitiva e completa al Sacro Cuore di Gesù.

Ora capisco questi sogni e la mia missione attuale sui giovani; se non avessi vissuto ciò, sicuramente non sarei mai riuscita in questa impresa.

PROCESSO EDUCATIVO “Cuore Formazione”

Durante il mio percorso di vita e di crescita molto intenso, mia madre mi ha sempre dimostrato l’appartenenza alla famiglia, insegnato ad amare nonostante tutto e mia sorella, essendo io la più piccola mi proteggeva da qualsiasi situazione che potesse ferirmi o traumatizzami. Lo sport mi ha aiutato molto a vincere certe paure e ad acquisire sicurezza e coraggio, ritrovandomi un personaggio resiliente grazie a Dio con una carriera calcistica e personale soddisfacente. Dal frutto del vissuto della mia infanzia, dal vissuto di comunità tra me e alcuni ragazzi di strada, applicando ciò che mi era stato insegnato (amore, unione e cuore), approcciandomi con i valori educativi dello sport (la mia salvezza) ho cercato di traslarli nella vita del ragazzo a 360 gradi, con verifiche importanti. Oggi sono a loro volta resilienti, ognuno con un lavoro, famiglia e figli , dei bravissimi genitori. Da questo percorso di vita trentennale nasce la mia pedagogia educativa, che consiste nell’improntare i valori della vita nel cuore del ragazzo senza ricadute e rischio per propria vita. Ecco che nasce il metodo “Cuore formazione“.